NOSTRA SIGNORA DI SEA

Conosciuta anche come Santa Maria di Cea o Seve, venne eretta intorno alla prima metà del 1200 ed era in origine un romitorio vallombrosano dipendente dal monastero di San Michele in  Plaiano; alcuni motivi architettonici  della facciata riconducono alla chiesa madre. Altre fonti la fanno dipendere dal Monastero  di  Salvenero  presso Ploaghe ed altri sostengono che la sua origine è cistercense ma se mai possa essere appartenuta a quest’ordine può essere avvenuto  solo dopo il 1313 quando venne inviato il Monaco Mauro  per riportare il romitorio all’antico splendore dopo la decadenza dovuta ai saccheggi dei  saraceni. Seve ebbe anche l’onore di avere una Porta Santa che veniva aperta la vigilia dell’Annunciazione e chiusa il 25 Aprile.
L'impianto - a navata unica con abside ad est - aveva due ingressi separati: uno laterale per i monaci che vi entravano dal monastero e l'altro in facciata, riservato ai fedeli. Quello laterale, nel fianco nord, è conosciuto appunto come la "Porta Santa". La facciata, in conci squadrati calcarei di media pezzatura, risulta leggermente asimmetrica poiché il lato meridionale è più largo. Il prospetto è suddiviso da una cornice marcapiano, il settore inferiore è diviso da tre arcate come nella Santa Maria di Tergu e in  San Michele in  Plaiano. Nel mezzo si apre il portale, ingentilito da pseudocapitelli ricavati in unico concio, con decorazione a motivi floreali, incastonati nel paramento a sostegno dell'architrave. Il settore superiore è caratterizzato da un arco di scarico con lunetta - di luce ampia come l'ampiezza del portale - e dal sopracciglio modanato affiancato da archetti con lunetta ribassata nello spessore murario, ma con azione puramente decorativa. Il prospetto principale è concluso da un campanile a vela con luce semicircolare. I fronti laterali sono stati ampiamente rimaneggiati nel tempo, soprattutto quello destro, rivolto a meridione, è stato totalmente rifatto senza quelle aperture che si ritrovano simili nel prospetto opposto. Sempre in questa parete, ma in prossimità dell'altare, è visibile un arco obliterato, forse sistema di collegamento con altri ambienti monastici. Più in alto, disposte in modo simmetrico, si aprono tre piccole monofore  architravate,  con stipiti a doppio strombo. L'abside, come i prospetti laterali, presenta il muro privo di lesene, concluso da una cornice a guscio che ne delimita la sommità. Al centro si apre una stretta monofora a doppio strombo. L'attuale copertura a capriate risale ai lavori effettuati nel 1973. Non è escluso che in origine l'aula avesse una copertura  a botte: infatti il fianco sinistro presenta nella parte alta del paramento una leggera incurvatura in aggetto e il taglio della pietra nei retroprospetti. Anche altre strutture del complesso dovevano supportare lo stesso sistema di copertura, come testimoniano i monconi dell'aggetto alla volta ed all'arco poggiante su mensola nell'ambiente prossimo alla chiesa, presso l'abside.

scheda a cura di Costantino Dettori, appassionato di storia medievale 

Maggiori e dettagliate notizie sulla chiesa, sono riportate in "Supplemento al tomo secondo di Meilogu II - il priorato di Santa Maria di Sea (Banari): Ospedaliero o Vallombrosano?" a cura di G. Deriu, S. Chessa, M. Derudasvai alla recensione del testo


TROVI LA SCHEDA COMPLETA NELLA GUIDA ALLE CHIESE CAMPESTRI MEDIOEVALI DELLA SARDEGNA, VOLUME I - ordinala qui 

La festa
L’otto settembre, preceduta dalla Novena che ha inizio il 30 agosto

Come si raggiunge
E' ben segnalata e si trova al km 6 della S.P. 41bis che da Banari conduce ad Ittiri e Florinas 

Per saperne di più
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