SAN NICOLA VESCOVO

I ruderi della chiesa di San Nicola sono posti su una collina nell'immediata periferia del paese. Benché ci sia stata una relativa messa in sicurezza delle sue vestigia, dopo decenni di abbandono più totale, essa oggi langue dentro una struttura arrugginita di tubi metallici, senza una tettoia che la protegge dalle intemperie e dal quale si accede tramite un ripido sentiero. Si tratta dell'edificio di culto più antico di Barumini, fonti storiche alla mano, edificato tra il XI e il XII secolo in uno stile ascrivibile al primo romanico, in cantoni di pietra lavica molto ben lavorati. L'edificio possiede un'aula rettangolare a navata unica, con due ingressi: uno laterale, semplice, rivolto a sud e quello in facciata, sovrastato da una lunetta. Questa è racchiusa tra l'architrave e l'arco di scarico, la cui struttura è ancora percepibile. Internamente la monofora del fianco sinistro, ad arco acuto e segnata da una doppia strombatura, rappresenta uno dei pochi elementi ben conservati del sito. La facciata, ad oggi molto rovinata, non doveva essere molto diversa da altri esempi romanici suoi contemporanei, come il San Pietro di Villamar o il San Nicola di Ottana. La copertura doveva essere a capriate lignee, mentre il presbiterio possedeva la volta sorretta da un grande arco. Non si hanno notizie sulla sua abside, ma presso gli stipiti dell’arco vi erano due armadi sormontati da finestre e due nicchie per ambo le parti. Le sue dimensioni erano modeste, tipiche delle chiese campestri: 12,90 metri di lunghezza, 3,10 metri di larghezza e 3,50 metri di altezza. Nel 1830 la chiesa venne sconsacrata, e cadde rapidamente in rovina, dato che gli agenti atmosferici (il cui effetto è molto forte nelle zone centrali della Sardegna) hanno demolito gran parte della sua struttura, benché le parti più resistenti della costruzione siano arrivate fino a noi. Da notare infatti che i filari delle mura sono ancora in buono stato, compresi alcuni blocchi a terra. La sua importanza presso il paese è tuttavia confermata, dato che la chiesa diede il nome a una piccola altura, chiamata Su Cucuru de Santu Nicola (il colle di San Nicola). Sulla sua sommità nel 1900 venne posta una Croce in pietra, incastonata in una base quadrata a gradini, anche per celebrare la sua memoria.


Come si raggiunge

Poco prima di uscire dal paese in direzione, Gergei, svoltare sulla destra in Via San Nicola e procedere per un breve tratto, sino ad individuare, su un lieve colla sulla sinistra, il monumento che nelle intenzioni dovrebbe essere protetto da una tettoia oramai fatiscente

 

scheda a cura di Stefano Furesi, studioso


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