SANTA BARBARA

Santa Barbara de Montes, realizzata  nel 1281 dal futuro arcivescovo cagliaritano Gallo, che visse in eremitaggio in questo luogo, è composta da blocchi di arenaria ben squadrati. L’originario frontone, con 38 cavità circolari che ospitavano i bacini ceramici, è abbellito da altre decorazioni figurative e vegetali, come diverse testine umane stilizzate e foglie, oltre agli archetti sotto gli spioventi del tetto, sul quale si innalzava un campanile a vela, spostato nel lato del successivo ingresso. La soglia originaria era rialzata di ben 50 centimetri, per evitare gli allagamenti in caso di abbondanti piogge ed anticamente una scalinata ormai scomparsa, immetteva all’ingresso, oggi murato. L’unico accesso attuale si apre su quello che era il fianco sinistro, vivacemente decorato e con ben 35 cavità circolari, per le coppelle ceramiche, che abbellivano e coloravano le murature.
Tra la fine del XVI e gli inizi del XVII la chiesa venne concessa ai frati Minori Conventuali, che realizzarono lungo il fianco settentrionale e l’antica facciata, il porticato con ampie arcate in mattoni che sorreggevano una copertura lignea, utilizzata come ricovero dei pellegrini e per il riparo dei frati durante i loro spostamenti. Nel 1739, come ricorda un’epigrafe, venne demolito un ampio tratto della fiancata meridionale, per la realizzazione di una grande cappella cupolata, nella quale venne collocato il nuovo altare maggiore e venne spostato il campanile a vela, sopra il  loggiato del fianco settentrionale.
L’aula mononavata, con copertura a capriate lignee, è scarsamente illuminata anche perché la monofora che probabilmente si apriva sulla facciata originaria, venne murata. L’altare maggiore è in stile barocco, in marmi intarsiati e policromati, realizzati in vari assemblaggi, dal 1739 al 1804; La statua della titolare è datata fine ‘700 inizi ‘800. Lungo le pareti interne vi sono dei sedili in muratura, interrotti dall’altare minore che è del 1861.
La chiesa, abbandonata con il decadimento del borgo, un tempo utilizzato come luogo di villeggiatura, ha subito un importante recupero nel 1986, con il rifacimento completo del tetto.
Santa Barbara, vergine e martire cagliaritana venne decapitata verso la fine del III secolo in quest’area nei pressi della chiesa, che a ricordo del martirio, ha preso il nome di “Sa Scabitzada”. Secondo la tradizione, sul punto in cui cadde la testa della poveretta, sgorgò una sorgente che tutt’ora è racchiusa all’interno di una cappella costruitale attorno. E’ usanza per i fedeli che si recano al santuario, che prima di bere devono deporre una croce composta da due rami di legno, nei pressi della struttura.


La festa
La sera del primo venerdì di luglio, dopo la messa in parrocchia, il simulacro è portato alla sua chiesetta. Il sabato è celebrata una messa solenne ed in serata la statua è riportata in parrocchia. La domenica, una solenne processione attraversa le vie cittadine a conclusione dei riti


Come si raggiunge 
E’ distante 5 km da Capoterra. Partendo dal cimitero, arrivare alla frazione di Poggio dei Pini, seguendo le apposite segnaletiche e giunti alla fine della salita della strada comunale num.59, svoltare a sinistra e percorrere poco più di un km di strada sterrata, tutta in salita. Al rientro, il colpo d’occhio su Cagliari è veramente suggestivo.
Sulla piazza si affacciano varie case, in parte restaurate e dietro la chiesa si trova la bellissima villa Devoto. Il tutto in uno scenario magico e mistico allo stesso tempo, arricchito dalla vegetazione e dai monti circostanti.

Lungo il percorso, prima di arrivare alla frazione di Poggio dei Pini, è segnalata la chiesa campestre di San Gerolamo

scheda dal sito capoterra.net


Per saperne di più
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