NOSTRA SIGNORA DELLE GRAZIE

Originariamente era popolarmente conosciuta come Santa Maria de is Bingias, come riporta l'iscrizione in una campana del 1579, che tra l'altro risulterebbe il primo documento scritto. La statua, della quale non si conosce l'epoca di realizzazione è conservata in parrocchia e rappresenta l'attuale titolare. Dopo il 1650 alla chiesa venne annesso un convento di frati Trinitari e tale comunità perdurò sino al 1767, quando venne abbandonata, con la soppressione degli ordini religiosi. La chiesa rimase comunque in attività, elencata nelle Respuestas e lo storico Angius, alla metà dell'Ottocento, la segnalava con dedica alla Trinità, a ricordo del perduto cenobio.
L'edificio di culto, restaurato di recente, è molto semplice nelle sue linee; alcuni elementi degni di nota, si trovano nell'interessante portale, che è decorato con una graziosa modanatura in arenaria, il cui arco poggia su quattro semicapitelli ornati con raffigurazioni zoomorfe e floreali; sopra l'ingresso, si apre una luce quadrata, unica finestra esistente. La copertura è a capanna e sul terminale è impostata una crocetta in pietra. La facciata è l'unico paramento esterno intonacato, mentre le restanti parti murarie, compresi i contrafforti di sostegno, sono in pietrame misto, a vista. L'aula mononavata è separata dal presbiterio, tramite un arco trionfale, che in passato era colorato. Interessante l'acquasantiera in pietra scolpita.

La festa
Il 2 luglio

Come si raggiunge
Si trova apoche centinaia di metri da Escolca, lungo una stradina che parte da Via Satta

Per saperne di più
santuari cristiani   -