SAN LEONARDO

Santu Nenardu de sa Iddazza (oggi anche detto San Leonardo di Cuga) risale alla seconda metà del XII secolo ed aggregata ad un monastero, faceva parte della villa di Cuga o Tuta, nella Curatoria di Coros, appartenente al Regno giudicale di Torres. Il 27 giugno 1341 Iohannes Amalrici clericus agatensis della diocesi di Porto Torre, riceve da Iacobo Amarelli, plebano eclesiae de Cuqua, la decima di lib. III di alfonsini minuti ed altre ne riceve il 4 luglio seguente.
Una lapide marmorea attualmente conservata nella chiesa di San Leonardo a Villanova Monteleone, attesta un restauro datato 1538, ad opera di Bernardo Simon, barone di Ittiri e di Uri. E' menzionata nel libro dei morti del 1728 ma nell'Ottocento, secondo la testimonianza di Lamarmora, chiesa e monastero, definito grandioso, si trovavano in completa rovina. Agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, quando venne progettato l'invaso che avrebbe dato luogo al lago del Cuga, i muri perimetrali residui del tempio e ciò che rimaneva dell'abside, per non finire sotto le acque della diga, vennero smontati pezzo per pezzo e ricomposti, con alcune modifiche, nel sito attuale.
Oggi l'impianto romanico si presenta a pianta longitudinale con abside semicircolare orientata e copertura sostenuta da capriate di legno. Misura m. 12,40 di lunghezza e m. 4,60 di larghezza. E' stata costruita in pietra da taglio bianca ed ha la facciata rivolta a ponente. Le fiancate sono decorate con dieci grandi archetti sostenuti a due a due, da lunghe ed appiattite lesene che s'innalzano da una bassa zoccolatura, mostrando così un gusto per la linea e per i paramenti tersi e quindi, una tendenza a risolvere in superficie il senso della forma, propri dell'insegnamento del San Gavino di Porto Torres. Il prospetto poi, diviso in tre specchi da due lesene, quello centrale concluso da una coppia d'arcatelle e quelli laterali da un'arcata cieca, sembra riflettere in forma contratta e rattrappita, quello del San Nicola in Solio, presso Sedini, che edificata intorno al 1110-1112 in forme lombardo-toscane, fu una delle più raffinate espressioni del romanico in Sardegna, il più antico esempio nell'isola di chiesa a tre navate interamente voltate. 
L'interno è scarsamente illuminato da due coppie di monofore che si aprono sui fianchi ed è presumibile che nell'abside ci fosse un'altra luce, eliminata in seguito al restauro.

Scheda a cura dell'Associazione Culturale su Igante,  con alcune integrazioni ad opera di Mario Galasso

La festa
Il giorno canonico risulta il 6 novembre e se tale data non ricade di sabato o domenica, la festività è spostata al sabato o domenica vicina. Dopo la messa pomeridiana, gli organizzatori offrono un rinfresco.


Come si raggiunge
Dista poco più di 7 km da Ittiri. Scendere lungo la vecchia strada per Alghero (Statale 131bis) ed all'altezza della cantoniera, al km 32, svoltare sulla sinistra, attraversando il ponticello sul rio Cuga; percorrere ancora 1,2 km di strada bianca

Per saperne di più
associazione sardi trieste   -   visit ittiri   -