SAN MAURIZIO

Attorno ad essa sorgeva nel medioevo un villaggio - come riporta l'Angius e riprende il Day - ma non sappiamo come si chiamasse né tantomeno a quale centro facesse riferimento (forse Nuraghe Longu?). Probabilmente la chiesa - dopo l'abbandono del borgo circostante - restò in uso sino al XVI secolo, finché nel 1571 l'arcivescovo Martinez del Villar non la unì al Capitolo turritano, definendola "S.ti Mauritii prope villam de Itteri"
La prima attestazione sul possesso  risale al 1688, quando l'arcivescovo Morillo y Velarde la inserì tra i luoghi di culto rurali di Ossi che, pur essendo in buono stato, "no tienen hacienda". In realtà, anche se priva di beni, la chiesa non restò mai sprovvista di elargizioni. Nel 1689, per esempio, una donazione testamentaria portò alla chiesa di "Santu Marigue" oltre ad una piccola elemosina, anche la terza parte dell'intera eredità del defunto
Fu ricostruita nelle forme attuali durante il secolo XVII, e nello stesso secolo (o nei primi anni del successivo) fu dotata - a spese della parrocchia di Ossi - di un pregiato simulacro ligneo del santo dedicatario. Nel 1872 è descritta in buono stato, pietra sacra compresa, ma si sottolinea ancora come non possieda beni propri
La cura era mantenuta dal gremio dei muratori di Ossi che organizzavano ogni anno le celebrazioni per la festa del titolare e che, nel corso dei secoli, hanno mantenuto in buono stato l'edificio, acquistando la dotazione di argenteria, il simulacro e anche la piccola campana esterna. La chiesa, per via della lontananza da Ossi, è stata ceduta ad Ittiri nel primo '900, al termine di una pluridecennale diatriba tra le due comunità

Scheda dal libro "Ossi. Storia, arte, cultura" di Marcello Derudasvai alle info sulla pubblicazione

La festa
Il 22 settembre. Alla vigilia, processione da Ittiri alla chiesetta ed il giorno seguente, quello solenne, al termine della messa cantata, si compiono quattro giri con la statua intorno alla chiesa. Il 23, un corteo di auto accompagna il simulacro in paese, sino alla casa dell'obriere, da cui parte la processione attraverso le vie urbane, con arrivo alla chiesa parrocchiale di San Pietro, che ospiterà la statua sino al 27

Come si raggiunge
E' ben segnalata. Dopo aver visitato la chiesa della Nostra Signora di Coros, tornare sulla strada per Banari e percorsi 2 km, all'altezza di una fontana, immettersi in uno stradello sulla destra, in buona parte sterrato e tutto in salita, da percorrere per 3 km

Per saperne di più
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