SAN GIACOMO

In mancanza di documenti certi che ne attestino l'edificazione, possiamo dire che Santu Jacu era parte di un villaggio medievale che probabilmente comprendeva il rudere di Sa Itria e le chiese scomparse di Santu Micheli, Santu Tomeu, Santu Tederu e Santu Gabinzu della quale rimangono le pietre di base. Grazie al dizionario del Casalis (1860) sappiamo che Santu Jacu ed altre, furono sconsacrate fra il 1780 ed il 1786, ad opera del primo vescovo della ricostituita diocesi di Galtellì-Nuoro.
L'edificio, che si trova immerso in un boschetto di lecci, presenta una pianta rettangolare, ad una sola navata; l'ingresso, che conserva ancora la base del grande arco del portale, intonacato con calce bianca dello spessore di circa 1,5 cm, è orientato spalle alla città, quindi a nord est, secondo la tradizione medievale che voleva il sorgere del sole come segno della Luce di Cristo. Le pareti sono fatte con blocchi di granito dell'Ortobene, inframmezzati da pezzi di tegole che fanno pensare ad una maestranza locale; davanti all'ingresso si può notare l'esistenza di un piccolo prònao, mentre sulla parete destra fa bella mostra un grande contrafforte, di migliore fattura rispetto al muro.
All'interno, sempre sulla parete destra, a metà circa della sua lunghezza, si può vedere una mensola costituita da una grossa lastra di granito incassata nel muro, al di sotto della quale vi è una nicchia; la funzione di tali oggetti è sconosciuta, si può presumere che la mensola reggesse la statua del santo, mentre non è chiaro se la nicchia sottostante sia un elemento architettonico o il risultato di un crollo. L'edificio sembra non presentare abside, poiché della parete posteriore rimane una parte di arco, successivamente chiuso con pietre murarie. Anche qui si può notare una differenza di maestrie tra l'arco ed il materiale di riempimento: nell'intonaco del primo si vedono delle ondulature, il che fa presumere una sorta di intelaiatura costituita da canne; il materiale di riempimento invece è realizzato in pietra locale, più grezzamente disposta, sì da presumere un riempimento successivo. Dietro di esso, un muretto che corre lungo tutta la parete ed oltre, fa supporre l'esitenza di una screstia. Il pavimento della chiesa non è più visibile poiché ricoperto dalle pietre di crollo e da frammenti di tegole in cotto

scheda a cura dell'Associazione Culturale Sa Itriavai al loro sito

Come si raggiunge
Si trova in località Janna Bentosa, alle falde del Monte Fumosa, nell'area del demanio forestale. Dalla chiesa della Solitudine che si trova ai piedi del Monte Ortobene, imboccare la provinciale 45 in direzione Lollove ed all'altezza del secondo chilometro, svoltare a destra sulla strada sterrata in discesa; fermarsi dopo 800 metri nei pressi dell'antica sorgente ormai invasa dalla vegetazione e seguire per meno di cinque minuti, il sentiero sulla destra che si addentra tra i pini, segnalato con delle pietre sovrapposte sulle rocce