SANT'ELIA PROFETA

Conosciuta come Sant'Elia di Tattinu, allo stato attuale nulla si conosce riguardo le origini. Unico documento, inedito è del 1560 e propone l'immagine di un eremo nel bosco, affidato verosimilmente alla custodia di un eremitano. Nel 1909 a causa del crollo della cupola, ci fu un primo restauro e dal 1968 il Sant'Elia fu oggetto di studio da parte di Renata Serra. Grazie inoltre alla relazione storico-artistica allegata al progetto di restauro del 1987 dell'architetto Augusto Garau, fu riaperta al culto.
L'edificio è chiaramente riconducibile all'architettura cruciforme della Sardegna Bizantina, ma per apprezzarlo nelle sue forme originarie bisogna ricorrere a vecchie fotografie, poichè il restauro moderno ne ha stravolto i dettagli. La pianta è cruciforme, con bracci uguali sormontati nel punto d'incrocio da un tiburio quadrangolare sovrastato da ciò che appare la parte più alta della cupola molto allungata, completamente intonacata. Nella facciata, sormontata da un campanile a vela, si apre il portale principale del tipo ad architrave monolitico, gravante sulle murature perimetrali. I quattro bracci sono voltati a botte ed esternamente coperti da tetti a spioventi con tegole. Unico altare è quello maggiore, in pietra, ripristinato con l'ultimo restauro

Scheda da sito sulcis iglesiente 

La festa
Il 22 settembre

Come si raggiunge
E' ben segnalata e si trova a qualche chilometro da Nuxis

Per saperne di più
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