SANT'ANGELO

Conosciuta come San Michele Arcangelo, in realtà  dedicata all’Angelo, si trova su un insediamento di epoca romana che in periodo medievale continuò ad esistere e poi scomparve come tanti altri piccoli centri del territorio. E’ documentata nel XVII secolo, vicina alle chiese oggi perdute di Santa Margherita, Santa Caterina, San Marco e ad una  dedicata a San Paolo, probabilmente la più importante perché dotata di battistero e forse avente la funzione di parrocchiale del borgo scomparso di Sarrai 
Stilisticamente molto semplice, si contraddistingue per la facciata intonacata in malta di calce bianchissima, sulla quale si apre un portoncino ligneo dal colore di un intenso blu cobalto, racchiuso da stipiti in granito, con soglia rialzata; sopra questo il piccolo campanile a vela con campanella e croce metallica
Il prospetto è asimmetrico, con l’impressione che la sala sia affiancata da una navata laterale, che in realtà è un locale di servizio adiacente, con ingresso separato. Il lato destro è rinforzato da tre leggeri contrafforti e su quello opposto troviamo l’accesso laterale. Non è presente alcuna finestra, caratteristica usuale delle archiettture sacre di  questo territorio
Tre arcate a vista scandiscono la sala che ha copertura a capanna, in travi di legno, mentre quella del presbiterio, leggermente rialzata è a botte. San Michele Arcangelo che schiaccia il diavolo è ospitato sulla nicchia maggiore dell’altare


scheda da "Guida alle chiese campestri della Gallura" - vai alla pubblicazione


La festa
Il primo maggio


Come si raggiunge
All’uscita di Olbia, superato l’aeroporto, in direzione San Teodoro, attraversare il ponte al km 312 sulla statale 125 ed immettersi nella strada a destra, asfaltata solo per un brevissimo tratto; percorsi quasi 2 km, di cui una parte sulla sinistra di via Padrongianos, si arriva ad un cancello verde metallico; attraversarlo e procedere per altri 800 metri - vedi la chiesa nella mappa