NOSTRA SIGNORA DI CABUABBAS

Gli atti di un processo interdiocesano, risalenti al 1657, sono le testimonianze cartacee più antiche giunte sino a noi, sulla presenza della chiesa di Nostra Signor'e Capu Abbas, sita nel luogo che in periodo romano era chiamato Caput Aquarum, per via della sorgente che alimentava l'acquedotto della città di Olbia. Il primo impianto dell'edificio cristiano, dovrebbe essere di epoca medievale, ricostruito nel 1760, come è riportato dall'architrave scolpito, posto sopra l'ingresso principale. 
Negli anni '70 del secolo scorso, le si è affiancata una "cumbessia", che ne prolunga la falda sinistra, conferendo anche una aspetto asimmetrico alla facciata. Il recente restauro ha evidenziato i conci in granito che originariamente erano intonacati ed è ben evidente che il primo impianto, come attestano le diversità delle pietre murarie, doveva essere molto più piccolo di quello attuale e corrispondente alle due arcate più vicine al fondo della sala mononavata. Di fronte all'ingresso secondario, che si apre sul lato sud, vi è una semplice ma bella statua della Vergine, conservata in una teca; un'altra statua, con Maria che tiene in braccio il Bambino, è sistemata sull'altare a muro, inquadrata da una pala lignea, opera di pittore locale e raffigurante i misteri dell'infanzia di Gesù.
All'esterno, in prossimità della facciata abbellita dal campanile a vela, vi è l'antichissima ossaia, che meriterebbe un'donea segnalazione, perchè essendo delimitata solamente da un basso muretto, viene scambiata per un aiuola e qualcuno vi si siede sopra anche per mangiare. A brevissima distanza, un cimitero ormai in disuso, decadente, che ha ospitato l'ultima sepoltura nel 1896, della signora Gavina Mustazzu, vedova di Gavino Serreri, che secondo i racconti era un donnaiolo che ebbe ben 47 figli, con cinque donne, compresa la povera moglie.

La festa
Si svolge canonicamente dopo otto giorni dalla festa patronale di San Simplicio del 15 maggio, ovvero la terza o la quarta domenica dello stesso mese. Il venerdì appuntamento con le bandiere nella casa del priore; il sabato celebrazione dei vespri e cena alla marinara, offerta dal comitato. Il giorno solenne, la messa a metà mattina e la breve processione.
Tra le manifestazioni civili, la Sagra delle Cozze

Come si raggiunge
Circa 3 km da Olbia, attraversando l'area archeologica dell'acquedotto romano

Per saperne di più 
santuari cristiani   -