SAN GIOVANNI BATTISTA

Conosciuta tradizionalmente come Santu Giuanni de froris (dei fiori), venne realizzata in epoca giudicale e documentata in un testamento del 1301 con l'intitolazione di "Ecclesia Sancti Johannis de Venis", cioè delle acque sorgive.
Ristrutturata nel XVI e successivamente nel XIX secolo, ha una pianta quadrata a quattro pilastri che delimitano lo spazio della navata centrale, con i due ambulacri laterali. Il tetto a due falde, che culmina con un campaniletto a vela, poggia su capriate. Sul lato sinistro e su quello frontale è addossato un porticato esterno di epoca spagnola, sorretto da pilastrini in arenaria sui quali si posa la copertura. All'interno, l'altare maggiore, di fattura tardo-barocca è affiancato da due altarini, in uno dei quali si trova la Statua seicentesca del Battista, che in occasione della natività viene vestita a festa; l'altro altare è dedicato a Sant'Isidoro agricoltore ed ospita il simulacro ligneo policromo del Seicento, che raffigura il protettore dei contadini, il cui Gremio, custode da secoli di questa chiesa, nel 1701 commissionò un quadro raffigurante il Martirio di San Giovanni, che è affisso alla parete destra.

Scheda tratta dal libro "Ricerca storica delle chiese campestri rurali dell'Oristanese", a cura dell'Associazione Arti Visive

La festa
La sera della vigilia, la bandiera, custodita nella casa de s'Oberaju Majore, viene sistemata su un carro a buoi e parte alla volta della chiesa, dove vengono celebrati i vespri. Il 24 giugno, giorno della ricorrenza, sono officiate varie messe ed il 25 è dedicato ai soci defunti; dopo la nomina del nuovo comitato, la bandiera è portata a casa dell'eletto Oberaju.
Il martirio di San Giovanni è ricordato con una celebrazione serale, il 29 agosto, mentre il 15 maggio od il sabato successivo, è festeggiato Sant'Isidoro, patrono del Gremio dei Contadini

Come si raggiunge
Percorrere una stradina non asfaltata lungo il muro sinistro del cimitero di Oristano e proseguire sulla destra

Per saperne di più
amico mario   -   sardegna reporter   -   la nuova sardegna   -