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venerdì 18 maggio 2012 ..:: oristano » paesi C-G » GHILARZA ::.. Registrazione  Login
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 LE CHIESE CAMPESTRI DI GHILARZA Riduci
NOSTRA SIGNORA DEL CARMELO
 
 
La devozione alla Madonna del Carmelo di diffuse a Cagliari nel '200 ed in seguito nel resto dell'isola. A Santulussurgiu la confraternita fu istituita nel 1628. Si può ipotizzare che nello stesso periodo il culto si sia diffuso anche a Ghilarza e di conseguenza avvenne l'edificazione della chiesa, ipotesi suggerita da alcuni elementi decorativi.
La porta maggiore presenta un arco a tutto sesto in trachite, sostenuto da colonnine sormontate da capitelli a testa di mazza e decorati con motivi floreali. E' questo un modello diffuso nel '600 nel centro della Sardegna e visibile fino alla metà del '900, sia a Ghilarza che ad Abbasanta; in una di quelle superstiti si leggeva la data 1603. La chiesa era una costruzione molto modesta con il tetto di incannicciata e capriate di legno; la pietà delle persone la dotò di un altare in legno, rimosso nel 1806, che presentava, al centro la Madonna ed ai lati San Raimondo e Santa Rita. Nel 1893 furono costruiti tre archi a sostegno della copertura ed un altare in pietra. L'edificio oggi si presenta come un vano rettangolare con copertura a falde inclinate in cemento armato. Di fianco all'accesso meridionale si diparte una scala che porta al campanile a vela.
 
La festa
 
Come si raggiunge
Poco fuori Ghilarza, è a brevissima distanza dalla bella chiesa romanica urbana di San Palmerio
 
Coordinate satellitari
40° 7' 34" N - 8° 50' 9" E
 
Scheda tratta dal sito del Comune di Ghilarza
 
Per saperne di più
parrocchia ghilarza  
 

 
NOSTRA SIGNORA DI TEMPRU
 
 
La chiesa, d'impianto medievale, venne lasciata cadere nel XIX secolo e fu ricostruita nel 1919. Non se conosce l'origine ma sappiamo che il territorio venne frequentato dai Benedettini, di ordine ignoto; tuttavia il primo documento che la attesta è il registro d'amministrazione datato 1611. Nei libri parrocchiali di Ghilarza, veniva ricordata anche con il titolo "Templu" e dunque forse collegata ai Templari. Nel 1757, insieme alla chiesa di San Luca Evangelista, risultava in pessime condizioni ed in entrambe, vi veniva vietata ogni celebrazione. Tra il 1804 ed il 1805 subì ulteriori danni, da parte degli operai incaricati di ripristinare la strada romana e lasciata nuovamente in abbandono, venne definitivamente smantellata nel 1827.
L'antica statua della Madonna, che rappresenta la Madre con il Bambino, è conservata in parrocchia, con il titolo di Vergine del Rimedio o Natività di Maria; fino al secolo scorso i simulacri erano due: quello più grande fu riparato nel 1741 da Gian Bachisio Schirra e nel 1776 da un sassarese che lo arricchì di fiori argentati e rinnovò le braccia del Bambino. Altri interventi si susseguirono nel 1826 e nel 1890. L'altra effigie, di minori dimensioni, da utilizzarsi per le questue, fu acquistata nel 1777 ed andò perduta.
Nel parco che ospita il santuario, ricco di vegetazione e corsi d'acqua, si articola un particolare villaggio che è il novenario, composto da decine di muristenes che si animano non solo in occasione della festa. 
 
La festa
L'otto settembre, sotto il titolo di Santa Maria Ausiliatrice. La statua è portata al novenario il primo giovedì dello stesso mese, giorno in cui ha inizio la novena
 
leggi il programma del 2010 su enjoyoristano.it
 
Come si raggiunge
Distante poco più di 6 km da Ghilarza, è ben segnalata al km 12 della Provinciale 23 che conduce a Fordongianus
 
Coordinate satellitari
40° 4' 24" N  -  8° 49' 39" E
 
Scheda tratta dal sito del Comune di Ghilarza
 
Per saperne di più
parrocchia ghilarza   -   santuari cristiani
 

 
SAN GIOVANNI BATTISTA
 
 
E' sicuramente un edificio assai antico, ma le documentazioni in merito ed i rifacimenti subiti, non permettono una datazione delle sue origini. Fino alla metà del secolo XIX non esistevano strutture sufficienti per ospitare i novenanti, che venivano accolti nell'ambiente dietro l'altare, che doveva fungere da sagrestia. Monsignor Saba, rettore della Diocesi, da 1842 al 1860, fece riportare l'ambiente alla funzione originaria, che dovette essere restaurato, con il materiale proveniente dalla diruta chiesa di Nostra Signora della Defensa, oggi scomparsa. La chiesa era così modesta e di dimensioni ridotte che non aveva neppure finestre, che furono aperte in seguito ad un decreto di mons. Bua (1828-1840). Successivamente, nel 1856 venne rifatto l'altare e nel 1873, trasportato il pulpito dal santuario di San Michele. L'anno successivo venne riparato il tetto. In quegli anni nel novenario non era presente neppure la statua del Santo, mentre un'altra statua, restaurata nel 1890, si trova in parrocchia. Nel 1891 le capriate furono sostituite da una struttura ad archi ed il pavimento rivestito con lastre di pietra. Nel secolo scorso alcuni interventi di consolidamento e di restauro hanno dato all'edificio l'aspetto attuale.
 
La festa
Il 24 giugno. Il 15 ha inizio la novena
Il 23, sera della vigilia, viene offerta ai convenuti la cena con pecora bollita
 
Come si raggiunge
Distante circa 3,5 km da Ghilarza, è segnalata sulla Provinciale 23; lungo la stessa strada si trovano i novenari di San Michele e San Giovanni
 
Coordinate satellitari
40° 4' 52" N  -  8° 51' 36" E
 
Scheda tratta dal sito della Parrocchia di Ghilarza
 
Per saperne di più
comune di ghilarza   -   santuari cristiani
 

 
SAN MICHELE ARCANGELO
 
 
Fu la chiesa principale del piccolo villaggio medievale di Uras o Urri, attestato fin dal secolo XII-XIII e nel 1388 ed abbandonato prima del 1551, perchè in tale data, compare in un documento come "vila real de Sanct Miguel de Urri despoblada". Le notizie di archivio contenute nei libri di amministrazione risalgono al XVII secolo e le più antiche riguardano la loggia che riparava l'ingresso principale dai venti freddi. Nel 1686 vi era un solo muristene e nel 1689 se ne costruì un altro per il cappellano. Nel 1702 le capriate in legno della chiesa, furono sostituite da una struttura ad archi e la facciata ebbe un arco barocco. Sino alla fine del XIX secolo, all'interno dell'aula mononavata, vi erano alcuni ex voto e a tale conferma non rimangono che una medaglia al valore militare ed una tela di Luigi Aspetti di Vicenza, dipinta nel 1851 e offerta per grazia ricevuta da un certo Archelao Crispacciu che scampò ad una frana, come si nota nella raffigurazione.
I muristenes alla fine del XIX secolo erano 15 di cui nove appartenenti al Santo e sei a privati; aumentarono di numero nel secolo successivo disponendosi lungo "sa coritza" del santuario in modo da formare un quadrilatero irregolare. Oggi il novenario è ancora in espansione, con una costante partecipazione dei fedeli ghilarzesi alla novena, celebrata nella tiepida cornice del maggio mediterraneo.
 
La festa
L'otto maggio è il giorno solenne. La statua è portata in processione il primo giorno dello stesso mese ed ha inizio la novena. Il rientro in parrocchia avviene l'11 maggio
 
Come si raggiunge
Distante 4 km da Ghilarza, è segnalata sulla Provinciale 34. Proseguendo sulla stessa Provinciale si arriva ai novenari di San Giovanni e San Serafino
 
Coordinate satellitari
40° 4' 8" N  -  8° 51' 26" E
 
Scheda tratta dal sito della Parrocchia di Ghilarza
 
Per saperne di più
comune ghilarza   -   santuari cristiani
 

 
SAN PIETRO DI ZURI
 
 
E' una costruzione senza precedenti nè seguito nell'architettura sarda. La differenziano la sproporzione degli spazi (metri 40 X 12), il particolare campanile a vela e le sculture. E' una delle poche chiese firmate e venne fabbricata, come si legge nell'epigrafe del prospetto, nel 1291 da Anselmo da Como, sotto Mariano II d'Arborea, che governò in uno dei periodi più prosperi del Giudicato d'Arborea.
Costituita in pietra da taglio, ha forme romanico-lombarde, che già fanno intravedere il gotico nascente. Nella facciata, tre arcate a pieno centro poggiano su pilastri; l'architrave del portale è scolpito con figure della Madonna, di San Pietro e di altri santi e sopra di questo si apre una finestra rettangolare di epoca posteriore. L'abside semi-ottagonale, gotica, ne ha sostituito verso il 1325-1350, una semicircolare di cui resta un pilastrino con capitello a foglia. Il grande campanile a vela è stato addossato alla facciata dopo il 1504. Un motivo decorativo interessante si trova nel capitello compreso tra il fianco destro ed il muro dell'abside, perchè istoria, con una scena di ballo sardo tradizionale, forse la più antica testimonianza di questo motivo in una ornamentazione scultorea. L'interno è ad una navata, illuminata da grandi monofore non comuni nelle chiese romaniche sarde. Il tetto è a capriate a vista. Sul lato destro dell'abside si apre una nicchia a sesto acuto con arco trilobato che poggia su due mensoloni sostenuti da fasci di colonne ofitice con un nodo a mezza altezza, di cui solo una originale.
La struttura, dopo la realizzazione della diga e del Lago Omodeo, nel 1923-25, seguendo un'attenta operazione di anastilosi, è stata smontata pietra per pietra e rimontata sul sito attuale, in base alla legislazione che imponeva all'Ente competente, di ricostruire il prezioso edificio. Contemporaneamente fu realizzato anche il paese di Zuri, le cui antiche case sono sommerse sotto le acque del bacino idrico. 
 
La festa
Il 29 giugno, preceduta dalla novena
 
Come si raggiunge
Si trova all'ingresso della piccola frazione di Zuri ed è ben segnalata lungo le strade del territorio
 
Coordinate satellitari
40° 7' 14" N  -  8° 52' 34"
 
Scheda tratta dal sito del Comune di Ghilarza
 
Per saperne di più
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SAN SERAFINO ARCANGELO
 
 
Dedicata all'Arcangelo Raffaele, fu edificata su costruzioni che, nello stesso sito si sono susseguite a partire dall'epoca nuragica e, attraverso il periodo romanico, sono arrivate ad un edificio bizantino a croce greca, eretto probabilmente nell'VIII secolo e di cui restano alcune tracce di muratura in mattoni e malta cementizia. Alla costruzione bizantina se ne è sovrapposta un'altra, fatta erigere nel periodo giudicale da Mariano IV di Arborea, tra il 1352 ed il 1376, con pianta rettangolare, abside semicircolare e copertura a capriate lignee, su archi disposti trasversalemte, secondo una tecnica diffusa dagli aragonesi. In seguito la chiesa è stata dotata di una piccola loggia. Nel XIX secolo ha subito alcune modifiche, diventando a croce latina.
Del periodo giudicale resta un'iconografia scolpita in bassorilievo sull'architrave della porta laterale, a nord, oggi murata, che raffigura al centro il Serafino a sei ali, benedicente, che tiene in mano una foglia di vite e sotto il braccio un rotolo, forse il Coduce Rurale; alla sua sinistra il giudice Mariano IV e dietro di lui la moglie Timbora de Roccabertì, riconoscibili entrambi per il paludamento; alla sua destra un vescovo ed un presbitero. La raffigurazione ricorda probabilmente la promulgazione della Legge Agraria da parte dello stesso giudice. Sulla facciata una formella dell'Agnus Dei, dimostra il culto di origine ereticale e in alto, sopra la lunetta, stà lo stemma dell'albero diradicato senza le barre, adottato da Mariano IV dopo la rottura dei rapporti con gli aragonesi
 
La festa
San Raffaele Arcangelo è celebrato il 24 ottobre, con la processione all'interno del novenario, seguita dalla messa solenne. Il simulacro è portato il terzo giovedì del mese di ottobre, al termine della messa pomeridiana in parrocchia e fa rientro a Ghilarza, dopo dieci giorni. Oltre alla tradizionale novena, officiata quotidianamente a seguito del rosario serale.
Il sabato avviene il rito del giro delle cumbessias, con la statua che va in visita nelle dimore dei novenanti
 
Come si raggiunge
In splendida posizione a dominio del lago Omodeo, dista poco più di 5 km da Ghilarza, è segnalata sulla Provinciale 34. Nel percorso si trovano i novenari di San Michele e di San Giovanni 
 
Coordinate satellitari
40° 4' 8" N  -  8° 51' 26" E
 
Scheda tratta dal sito del Comune di Ghilarza
 
Per saperne di più
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