SAN GIOVANNI EVANGELISTA

La chiesa principale dello scomparso villaggio di Noale era posta sotto l'invocazione dell'apostolo ed evangelista Giovanni. Dopo la desolazione dell'area circostante, tuttavia, i devoti di Ossi e dintorni non cessarono di accordare all'edificio lasciti e donazioni affinché fosse sempre custodito e mantenuto in buono stato. Nel 1683, per esempio, un certo Baingio Sechi destinò per via testamentaria alla chiesa un rasiere di grano. Nel 1688 l'arcivescovo Morillo y Velarde collocò "San Juan" tra le chiese rurali di Ittiri "que no tienen hacienda", pur essendo ancora in buono stato. Da notare che, seppur posta sotto la giurisdizione ittirese, la chiesa "de facto" restò sempre degli ossesi che, come si è visto, la mantennero in buono stato per molto tempo. Solo nel XVIII secolo si avviò per la strada della decadenza, giungendo a noi in pessimo stato
L'edificio è privo di buona parte del prospetto sinistro e di 2/3 della facciata. L'abside e il catino - semisepolti - sono molto deturpati e assai malfermi, così come i resti della parete sinistra. Parte della struttura è stata trascinata via e sepolta nei primi anni '90 da uno smottamento della collina retrostante, che ha anche reso difficilmente identificabili le sepolture presenti attorno all'edificio. L'impianto è mononavato e absidato (m. 14,50 x 7,50). La fabbrica è in conci calcarei di pezzatura media, dal colore piacevolmente brunito dagli anni, di forma regolare
Il periodo di datazione della chiesa oscilla tra la fine del XIII e il primo quarto del XIV secolo; non dobbiamo tuttavia scordare che l'edificio è documentato già nel 1176, quindi è certa la presenza - in origine - di un luogo di culto ben più antico (protoromanico o addirittura bizantino). L'area del villaggio ha infatti restituito tracce di frequentazioni risalenti all'VIII secolo, prova di una presenza umana assai remota, almeno per quanto riguarda l'era cristiana

Scheda dal libro "Ossi. Storia, arte, cultura" di Marcello Derudasvai alle info sulla pubblicazione

Come si raggiunge
Visitata la chiesetta della Madonna di Sivvaru, proseguire in discesa per 2,1 km ed arrivati ai primi campi coltivati, in fondo alla vallata, procedere per 250 metri - meglio a piedi - lungo una carrareccia sulla sinistra ed ulteriori 150 metri lungo un sentiero sulla destra in direzione di un grande vigneto, sopra il quale si trova il rudere 


Per saperne di più
villaggi scomparsi (noale)   -