SANT'ANTIOCO MARTIRE SULCITANO

La basilica romanica, conosciuta come Sant'Antioco di Bisarcio, rappresenta uno dei massimi capolavori dell'architettura medioevale in Sardegna. Sede vescovile dell'antica diocesi di Bisarcio, l'edificio sorge isolato e con la sua imponente mole domina la pianura circostante. Il villaggio medioevale di Giusarchum, abbandonato nel corso del tempo, ha dato il nome alla chiesa che era parte di un complesso architettonico articolato comprendente il palazzo vescovile e la canonica, oggi ridotti a rudere.
Citata tra il 1065 ed il 1082 in alcuni atti di compravendita, la prima cattedrale venne distrutta da un incendio intorno al 1090. La sua ricostruzione, voluta dal giudice di Torres Gonnario II, si deve all'opera di maestranze toscane e francesi e la sua riconsacrazione, avvenne tra il 1150 ed il 1160, come sembra testimoniare un'epigrafe presente nella zona absidale, che reca la data 1164. Nel 1503 la diocesi di Bisarcio, unita a quelle di Castro ed Ottana, fu trasferita ad Alghero e ripristinata con sede ad Ozieri, nel 1803.
L'edificio, per le sue caratteristiche, rappresenta un esempio unico nell'architettura romanica dell'isola. La facciata appare asimmetrica in seguito al crollo avvenuto nel XV secolo, della parte sinistra superiore, ricostruita in muratura liscia senza rifacimento della decorazione originaria. La parte inferiore presenta tre arcate a tutto sesto variamente decorate con figure di angeli e santi, scene agresti e foglie stilizzate. L'arcata sinistra è murata ed in quella di destra si apre una bifora con al centro una colonna sostenuta da un leone. Nella parte superiore, sul lato destro, sono visibili quattro arcatelle a sesto acuto.
Una scalinata all'interno del portico permette l'accesso ai tre ambienti superiori, che nascondono la precedente facciata. Nel primo locale, adibito a sala capitolare, si trova una cappa di camino a forma di mitra vescovile. Il secondo vano è una piccola cappella sulla cui sinistra è visibile la scritta di consacrazione di un precedente altare (l'attuale è di restauro); nella parete di fondo si apre la bifora della prima facciata. L'ultimo ambiente mostra tracce del crollo quattrocentesco.
L'interno dell'aula, con copertura lignea al centro e volte a crociera laterali, ha una classica pianta a tre navate suddivise da archi a tutto sesto, sorretti da colonne monolitiche e pilastri cruciformi.
In varie parti delle murature, sono visibili le orme che i pellegrini incidevano sulla pietra; si tratta di simboli a forma di sandalo, lasciati come testimonianza del loro passaggio

scheda a cura dell'Ufficio di promozione dell'Isituzione San Michele di Ozieri

La festa
La seconda domenica di maggio si svolge la processione con la presenza delle varie bandiere delle altre chiese di Ozieri. Al termine della messa celebrata dal vescovo, viene offerta una cena comunitaria a base di arrosto di vitello.
Il 13 novembre si svolge un'altra solenne celebrazione ed in preparazione a tale evento, si officia la novena, gestita dalle parrocchie, dal giorno 4 al 12  

Come si raggiunge
Dista circa 20 km da Ozieri ed è segnalata al km 22.VI della Statale 597 Sassari-Olbia
ll complesso è gestito dalla "Istituzione San Michele" di Ozieri che si occupa della visita guidata per la quale si paga un biglietto. 
Orari invernali: mattina 9 / 13  - pomeriggio 14 / 17 - Lunedì giorno di chiusura
Orari estivi: 
Informazioni - promozione.istituzione@comune.ozieri.ss.it

Per saperne di più
comune di ozieri   -   la nuova sardegna  -  wikipedia   -  bisarcio live archeology   -   mondi medievali   -


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