SANT'ANTONIO ABATE

Conosciuta come Sant'Antonio di Salvennor, alcuni storici ne fanno risalire il primo impianto all'epoca bizantina,  successivamente ampliato e modificato; altri invece ne ipotizzano la costruzione tra il 1220 ed il 1225, ad opera dei monaci di Vallombrosa, che istituirono un romitorio annesso al proprio monastero, che si trovava nei pressi della vicina chiesa di San Michele. Potrebbe però essere appartenuta alla basilica di Saccargia, che ugualmente si trova nel territorio. Nel 1553 è attestata come parrocchia del villaggio di Salvennero.
Realizzata in stile romanico, ha la facciata in trachite bicroma, con portale d'accesso sul quale si trova un'ampia finestra quadrangolare triforata. All'unica navata, coperta da travi lignee e lunga 13 metri, si può accedere anche tramite un passaggio secondario sul lato sinistro, preceduto da un piccolo vestibolo. L'altare, oggi scomparso, ospitava una statua del titolare, restaurata di recente e legata ad un fatto inspiegabile, per il quale nel 1560 venne indetto un processo canonico col proposito di attestare la veridicità della testimonianza di 25 persone, che giurarono di aver visto il simulacro sudare miracolosamente.
Nel '700 la chiesa venne dotata di un organo e vi furono annesse sei cumbessias. Un registro del 1872 parla di una reliquia ossea di Sant'Antonio, che era stata autenticata a Sassari nel 1678. In passato ai festeggiamenti partecipava numerosa anche la comunità di Osilo, per ringraziare il Santo della grazia ricevuta in favore di un proprio compaesano, sopravvissuto ad una rovinosa caduta da cavallo. E questo non sembra essere stato l'unico miracolo.

Scheda dal libro "Chiese ed Isituzioni a Ploaghe", di Francesco Spanedda 

La festa
In epoca moderna, per ragioni pratiche si celebra la seconda domenica di luglio ma in passato il giorno solenne cadeva il martedì di Pentecoste. I motociclisti lo hanno assurto a proprio patrono e lo accompagnano alla chiesetta in occasione della processione del vespro ed in quella del rientro in parrocchia


Come si raggiunge
Benché diverse mappe la inseriscano all'interno del limitrofo territorio comunale di Ploaghe, la cui linea di confine effettivamente attraversa quest'area, ricade in agro di Ploaghe. Dalla stazione di servizio all'uscita del paese, procedere in direzione Florinas per 1,6 km ed arrivati alla centrale elettrica sulla sinistra, individuare il monumento, che si trova poco ad ovest

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