SANT'EFISIO MARTIRE

Efis, come è chiamato in limba, è forse il Santo più popolare della Sardegna; originario di Elia, una città nei pressi di Antiochia in Asia minore, venne mandato nell'isola per perseguitare i cristiani, ma convertitosi alla nuova religione, fu arrestato e martirizzato in questo sito, il 15 gennaio 303. La sua fama è dovuta al fatto che più volte liberò Cagliari dalla peste, per cui dal 1657, la municipalità del capoluogo sardo, prese l'impegno, mai disatteso, di onorare il Santo, che inoltre ha salvato più volte la città dalla minaccia di ripetuti tentativi di invasione francesi.
Non sappiamo a quando risalga il primo luogo di culto, che venne donato nel 1089 ai monaci Vittorini, i quali lo ampliarono e modificarono in forme romaniche, costruendo una chiesa absidata, con tre navate separate da archi ed attualmente voltate a botte. Tra il XVII e XVIII secolo la facciata fu stravolta e ad essa venne addossato un portico, per permettere il riparo dei pellegrini che sostavano sotto il sole e le intemperie. Attualmente il prospetto frontale si presenta completamente intonacato, con tre finestre rettangolari che illuminano gli ambienti di un piano superiore; la scarsissima illuminazione interna, arriva da un solo minuscolo oculo che si apre sopra l'abside.
Se l'aspetto esteriore non rende giustizia al monumento, se non nella parte retrostante, grande è la suggestione che avvolge il devoto che vi accede, percependo la storicità e la misticità del luogo, e la sensazione è forte, alla vista del martyrium sotterraneo, che accolse gli ultimi istanti di vita del Glorioso Efis.
L'edificio, costruito con il materiale di spoglio della vicina città fenicio-punico-romana di Nora, è oggetto di tantissime attenzioni da parte della comunità religiosa e non solo, anche se le cronache ci raccontano che l'arcivescovo Balma, durante la visita pastorale del 27 aprile 1873, provò una "sensazione spiacevole" nel vedere l'altare "talmente vecchio, tanto tarlato e disadorno e oscuro", nonostante il notevole dispendio per i festeggiamenti annuali

La festa
Il martirio è ricordato dalla sola comunità di Pula, il 15 gennaio. Alla vigilia, il simulacro che si trova in parrocchia viene portato in processione alla chiesetta e riportato la sera del giorno solenne.
La festa principale, "Sa Festa Manna", ha inizio il primo di maggio con una grandiosa processione che parte dalla chiesetta cagliaritana a lui dedicata, nel quartiere di Stampace. Il preziosissimo simulacro è caricato su uno splendido cocchio e trasportato alla cappella di Giorgino, anch'essa a lui dedicata; qui avviene il cambio del mezzo di trasporto ed il Santo è caricato nel cocchio di campagna. Passando e sostando lungo varie tappe, l'arrivo a Pula è previsto per la mattinata del 2 maggio.
Tra le varie celebrazioni, la suggestiva processione in spiaggia del 3 maggio. Il rientro a Cagliari, in nottata e sempre in processione, il 4 maggio, con un'accoglienza meno enfatica ma sentitissima dai veri fedeli 

Come si raggiunge
A brevissima distanza da Pula, si trova poco prima di arrivare all'area archeologica di Nora

Per saperne di più
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