SAN FORZORIO

Sita in località Santu Frassori, fu acquistata dalla famiglia Perra, attuale proprietaria, nel corso dell'800. L'impianto è ad aula mononavata, chiusa ad oriente da un'abside semicircolare. L'alzato è costituito da conci calcarei di media e grossa pezzatura conservati soprattutto nella facciata, caratterizzata da una luce semicircolare e dal campanile a vela. Il portale architravato è sorretto da due mensole: quella sinistra reca scolpita una foglia triangolare, quella destra è scalettata. La fabbrica originale, tardoromanica (seconda metà del XIII secolo), è probabilmente opera di maestranze locali che adoperarono materiale di spoglio trovato in situ, la cui presenza è rivelata dal ritrovamento di tombe romane. Ne sono esempi l'architrave della porta, scavata in tre cavità di forma quadrata, e un'acquasantiera ricavata da un frammento di colonna. La decorazione dell'interno, voltato a botte, riporta una cromia azzurra con stelle dorate e bande a motivi geometrici nella zona absidale, forse realizzata nel corso dell'800. Gli unici arredi presenti sono un altare in muratura e, all'interno di una teca in legno e vetro di foggia novecentesca, il simulacro ligneo di foggia settecentesca di un giovane santo con la palma del martirio ed un libro. La chiesa subì svariati restauri, di cui il primo documentato risale al 1599 quando, in occasione della visita pastorale, l'arcivescovo Lasso Sedeno, trovandola quasi distrutta, nominò due obrieri affinché la risistemassero. Altre fonti attestano rifacimenti avvenuti nella prima metà del XVIII secolo e la profanazione nel 1793 da parte dei soldati francesi. Il nome "Forzorio" a cui la chiesa è dedicata, risultato assente in tutti i martirologi, è forse derivante dal toponimo della località Santu Frassori, riconducibile al nome di Fossorio e quindi all'attività delle confraternite dei fossores, scavatori di catacombe. San Forzorio, non festeggiato da più di cinquant'anni, fu comunque adottato come Santo protettore della categoria degli "isposus torraus" (i promessi sposi lasciati)

Come si raggiunge
Visitata la chiesetta della Madonna del Buoncammino, tornare sullaprovinciale 95, svoltare in direzione sinistra e proseguire sino alla rotonda. Da qui imboccare una stradina bianca che si trova di fronte, con apposita segnalazione e procedere per 800 metri

Notizie dal libretto della manifestazione "Monumenti Aperti"

Per saperne di più
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