SAN GIOVANNI BATTISTA

I documenti tratti dai registri delle decime testimonierebbero che la chiesa di San Giovanni afferiva al villaggio medievale di Aristola o Eristola, altrimenti detto Ariscola; tale villaggio è citato fino al 1350, poi venne accorpato a quello di Octavo ed infatti talvolta la chiesa è menzionata come San Giovanni di Octavo. Nel 1571 risulta tra le 46 chiese campestri che appartenevano al capitolo Turritano ed in una bolla pontificia del 1803 è menzionata nuovamente come San Giovanni di Eristala.
L'edificio presenta una pianta trapezoidale e si suddivide in 3 navate di dimensioni ridotte, separate da archi a tutto sesto che poggiano su bassi pilastri quadrati con capitelli di foggia seicentesca, ad eccezione di quello scolpito a fogliame, cinquecentesco, che si colloca all'inizio del presbiterio. La copertura delle navate è stata rifatta negli anni '50 del '900 e presenta capriata lignea e lucernai ricavati per l'illuminazione dall'alto; l'abside, invece, è caratterizzata da una copertura a crociera. La zona presbiteriale è la più antica, con la muratura in conci quadrati, l'arco trionfale di forma ogivale, poggiante su pilastri polistili e basamento modanato. Nel capitello della colonna a sinistra dell'ingresso all'abside sono rappresentati alcuni putti che reggono un cartiglio con impressa la data 1206 che però non sarebbe l'anno di fondazione della chiesa, perché l'impianto originario è chiaramente trecentesco; nell'altro capitello, sono raffigurati degli angeli che sorreggono uno stemma. All'apice della crociera presbiteriale, si trova una gemma pendula con la figura del Battista, molto degradata, mentre alla base dei costoloni, quattro mensole con angeli che tengono altrettanti stemmi, forse rappresentativi delle famiglie che sovvenzionarono la costruzione.
Purtroppo l'aspetto esteriore ha perduto le caratteristiche originarie e la facciata ora si presenta con un postumo campanile a vela ed oculo che sostituisce l'antico rosone. Negli ultimi decenni sono stati effettuati alcuni restauri e rifacimenti, come la rimozione di vari intonaci dal presbiterio e dal soffitto, la demolizione dell'altare principale, di quelli laterali, del fonte battesimale, la posa della nuova pavimentazione e la realizzazione del campanile laterale


Scheda a cura di Eleonora Madeddu, studiosa di beni culturali


La festa
Il 29 agosto, preceduta da un triduo di preparazione, che prevede celebrazioni speciali per gli infermi e gli ammalati


Come si raggiunge
Procedere lungo la ex S.S. 131 in direzione Porto Torres ed imboccare il bivio al km 216.V che segnala la frazione di San Giovanni. Proseguire per 500 metri e svoltare a destra a destra appena superato il binario ferroviario. Procedere ancora per 1,5 km