SANT'ANTIOCO MARTIRE SULCITANO

La chiesa dedicata al protomartire sulcitano è la più grande delle chiese campestri di Scano Montiferro (m. 8,50 per 20). Alcuni elementi architettonici rimanderebbero al VI secolo la realizzazione dell'edificio benché i primi documenti scritti che ne attestano l'esistenza, risalgano al 1615, quando il gesuita scanese, padre Salvatore Pala, ricevette in dono da monsignor Desquivel arcivescovo di Cagliari ed Iglesias, una reliquia del Santo martire, tuttora conservata in una teca d'argento custodita in parrocchia. 
Nel 1636 è attestata la spesa di 147 lire e 5 soldi anticipata dal vicario Antonio Pischedda, per la costruzione della nuova chiesa di S.Antioco de las vena de Escano; la cifra venne rimborsata dal vescovo Clavera rettore della diocesi bosana, in seguito alla sua visita avvenuta nel marzo del 1640. Nel 1841 è annotata sul libro contabile della parrocchia, la spesa di 525 lire circa per la riedificazione del fabbricato e nel 1846 viene realizzata la sacrestia; due anni dopo, con 15 lire è acquistato l'altare ligneo dalla chiesa di Santa Croce a Bosa, il cui trasporto costò 12 lire. 
Anticamente la chiesa era curata da alcuni "Eremitani" che soggrionavano tutto l'anno sostenuti dalla carità degli scanesi. Alla fine dell'Ottocento, vennero addossati all'edificio una serie di vani chiamati "pennentes" o "pendentes", per alloggiare i novenanti. 
L'edificio è ad unica navata e la sua copertura  è a doppio spiovente, sostenuta da quattro grandi arcate a tutto sesto; la pavimentazione è in arenaria e l'interno è illuminato da una sola finestra che si apre nella controfacciata. Il prospetto frontale è centralmente in pietra a vista ed in asse al portone, si staglia il campanile a vela. Sull'altare è riposta una tela che raffigura il Protettore, su tavola sagomata, realizzata dal pittore svizzero Emilio Schrerer nei primi del secolo XX; questa sostituisce la gigante statua nel periodo in cui questa è conservata in parrocchia. 
Tradizione vuole che la statua del Santo non venga lasciata nella sua chiesa campestre, per evitare che venga trafugata come accadde tanti anni fa a mano di alcuni sconsiderati. Ovviamente per l'intervento miracoloso del Santo il furto non ebbe successo, infatti il carro con cui veniva trasportata si impanatnò nei pressi della chiesa.
Fino agli anni '50, dalle fondamenta della chiesa scaturivano abbondanti sorgenti (105 litri al secondo), poi quando l'ESAF decise di sfruttare le acque per l'approvvigionamento di una trentina di comuni e fece ricorso alle mine per realizzare un impianto di pompaggio, le vene acquifere si spostarono più a valle.
Per i romani il nome della località è "Cabu d'abbas", mentre per gli spagnoli è "Sant'Antiogo de las venas"

Scheda a cura di Nanni Delogu, autore del libro "Sant'Antiogu de Iscanu"  - vai al suo sito

Le feste
La prima si svolge il secondo lunedì dopo Pasqua, la seconda il lunedì successivo all'ultima domenica di agosto e la terza, il 13 novembre. Per la festa primaverile la statua, che pesa più di 100 kg, è trasportata su un camion seguito da un lungo corteo di auto, mentre per le celebrazioni di fine agosto, è portata a spalla per voto da baldi giovani
Il 13 novembre è celebrata una messa nella cappella dedicata al Santo, nella chiesa di San Pietro

Come si raggiunge
Meno di 6 km da Scano Montiferro, seguendo le segnalazioni per la Fonte ed il parco di Sant'Antioco. Lungo il percorso è possibile visitare il grandioso nuraghe di Naracauli ed un Parco di uccelli esotici

Per saperne di più
scanomontiferro.it   -