SANTA ROSA

L’attuale luogo di culto è un edificio realizzato ad opera del Comune di Selargius, tra il 2012 ed il 2014, riprendendo una vecchia struttura incompiuta, la cui costruzione venne intrapresa nell’immediato dopoguerra ed abbandonata pochi anni dopo e che sino al prosieguo dei recenti lavori, mostrava l’intero corpo perimetrale in pietra, dell’altezza di 3 metri, privo di coperture e pavimentazioni. Tale opera, voluta dall’allora amministrazione comunale, venne avviata grazie alla donazione del terreno da parte di un privato e in collaborazione con alcuni contadini che si preoccuparono di trasportare il materiale da costruzione con l’utilizzo dei propri carri. La prima pietra fu benedetta il 21 luglio 1946, accompagnata da pergamena dedicatoria a Santa Rosa da Lima, ma il progetto si arenò tra il 1949 ed il 1950
Nel corso degli ultimi lavori è stata effettuata una campagna di scavo archeologico perché la chiesa  si trova impiantata sopra un sito, la cui natura pare ricondurre ad un complesso del V – VI secolo di non chiara funzione, dotato di cisterna a campana profonda quasi 3 metri e  ora inglobato all’interno della chiesa. Si tratterebbe di un ambiente semicircolare interpretabile come laboratorio artigianale, provvisto di gradini e cappella di decantazione, affiancato da una tomba di età altomedioevale (VI – VIII secolo) con tredici deposizioni secondarie. All’insieme sono da riferire il vicino antico pozzo definito “nuragico” e diversi frammenti marmorei e ceramici che inquadrano la frequentazione del sito, dall’epoca preistorica sino ad età tardomedioevale
Nell’area infatti dovette essere presente un’antica chiesa, riferibile alle Taxationis benefficiorum Regni Sardinie del 1350 circa che menzionano tra i benefici ecclesiastici tassati, una “ecclesia Sante Rose de Sextu” la quale, secondo le testimonianze del Bonfant (1635), che la riconduce a Santa Rosa madre di Sant’Antioco e del Vidal dieci anni più tardi, si trovava atterrata; nella visita pastorale di fine Cinquecento ad opera dell’arcivescovo cagliaritano Lasso Cedeno, non viene menzionata
L’attuale chiesa è un modesto edificio composto da unica aula, ubicato all’interno di un parco ambientale – archeologico, alberato ed attrezzato; la slanciata facciata si distingue per il campaniletto a vela, un piccolo oculo ed una cornice arcuata che sormonta il portale d’ingresso; all’interno, in un piano sottoelevato rispetto a quello praticabile, sono ammirabili la bocca dell’antica cisterna sporgente dalla pavimentazione e alcuni tratti murari e inoltre vi sono collocati i pannelli eplicativi sulla storia del monumento e dei lavori di recupero, valorizzazione e scavo, curati dalle archeologhe Maria Rosaria Manunza e Pierangela Frassu, da Roberta Relli (allora assessore tecnico alle politiche culturali, turistiche e sportive di Selargius) e da Antonio Forci del museo di Senorbì

La scheda è stata realizzata con le notizie esplicative tratte dai citati pannelli

La festa
Il giorno

Come si raggiunge
Usciti da Selargius, attraversare la Statale 554 e procedere in direzione Dolianova, lungo la Provinciale 93; percorsi 2 km, si arriva al bivio sulla Statale 387, di fronte alla Cantoniera ed alla strada sterrata "Via della Scienza" che porta direttamente alla chiesa. Poiché non è consentito attraversare la carreggiata della Statale, è necessario proseguire in direzione Dolianova ed al primo incrocio utile per poter invertire la direzione di marcia, tornare verso la cantoniera e svoltare a destra in Via della Scienza. Proseguire per 2,2 km, svoltare a destra e continuare per circa 300 metri

Per saperne di più
quaderni 2013   -   monumenti aperti   -