SANTA VITALIA VERGINE E MARTIRE

Il primo impianto della chiesa di Santa Fida, in stile romanico-gotico, risale alla fine del XIII secolo ed originariamente doveva assomigliare a quelle di Santa Mariedda di Senorbì e San Gemiliano di Samassi. Il primo documento che ne parla venne compilato in seguito alla visita pastorale di monsignor Lasso nel 1597, mentre in un altro scritto del 1763, si legge che l'edificio, che si trovava interdetto al culto, venne riaperto dall'arcivescovo che diede il permesso alla popolazione di poterne celebrare la festività. Nel 1905 la parrocchia è devastata da un incendio ed il Santissimo è trasportato a Santa Vitalia, che però non poteva contenere tutta la popolazione che partecipava alle celebrazioni.
La struttura originaria, composto da una piccola aula probabilmente absidata e con copertura a capriate lignee, fu ampliato e rivoluzionato tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, probabilmente perché la fama della Santa Martire aveva raggiunto alti livelli, tanto da richiamare numerosi devoti da tutto il Campidano. L'asse liturgico venne ruotato e quello che era l'ingresso principale, trasformato in accesso laterale, con l'antica facciata che mostra interessanti decorazioni; questa è inglobata nel fianco sinistro dell'attuale edificio ed ancora visibile per i suoi blocchi in trachite squadrati, che contrastano con il materiale in pietrame misto della nuova costruzione. L'attuale prospetto è intonacato, ha tre ingressi, tre finestre rettangolari ed un campaniletto a vela. L'interno presenta un'unica aula quadrangolare, coperta a doppio spiovente da un tavolato sorretto da piccole travi in legno, che poggiano sugli archi in muratura.
immancabile la leggenda, secondo la quale un contadino di Genoni che prestava servizio a Serrenti, portò il simulacro da una chiesa distrutta del suo paese natìo, a casa del proprio padrone; la statua però non rimase in quella dimora, lasciando intendere che le venisse costruito un nuovo luogo di culto

Scheda dal libro di Efisio Marras, "Serrenti: una storia"


La festa
Il primo lunedì di ottobre, preceduta dalla novena che termina il sabato precedente, con il trasporto del simulacro dalla parrocchiale alla chiesa. Il giorno solenne avviene la processione lungo le vie del paese, seguita dalla messa solenne, generalmente officiata dal vescovo della diocesi cagliaritana. Il martedì è dedicato agli ammalati e la domenica successiva, la statua fa ritorno in parrocchia

Come si raggiunge
Ormai è ingloabata tra l'espansione ubranistica che stà coinvolgendo l'era nord-est di Serrenti


Per saperne di più
santuari cristiani   -


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