NOSTRA SIGNORA DI MESUMUNDU

Questo tempio dalle forme uniche nel panorama architettonico sardo, è conosciuto come Nostra Signora di Mesumundu anche se alcuni studiosi l'hanno identificata con Santa Maria di Bubalis; tuttavia quest'ultima definizione sarebbe errata perché il sito di Bualis, al quale si riferiscono i documenti medievali, risulterebbe in una zona dell'attuale territorio di Tergu. Nel 1064 il giudice turritano Barisone I, dona alla basilica di Montecassino, le chiese di Santa Maria di Bubalis e di Sant'Elia di Monte Santo e poiché tale monte e la sua chiesa ancora esistente, si trovano in territorio di Siligo, quasi tutti gli storici hanno associato la nostra Santa Maria, a quella donata ai monaci benedettini, per il semplice fatto che i due edifici sono vicini tra loro. Il dibattito comunque risulta tuttora aperto
La chiesa, che risale al periodo bizantino e databile al VI secolo, venne edificata su una preesistente struttura termale di epoca romana e divenne il fulcro religioso del primo insediamento di Villanova Montesanto, villaggio estintosi entro gli inizi della seconda metà del XVII secolo; nuovamente rifondato circa un secolo dopo e in associazione alla chiesa di San Vincenzo Ferrer, ebbe vita breve e scomparve entro il 1814
Documenti ottocenteschi attestano l'abbandono di Santa Maria e la successiva riparazione avvenuta nella metà dello stesso secolo. Nuovamente trascurata e con alcune parti crollate, fu interessata da un importante lavoro di consolidamento, operato nel 1934, mentre nel 1964 furono individuate sepolture ed una canaletta che scorre lungo la pavimentazione, segno di una qualche attività legata all'uso cultuale delle acque
La struttura, realizzata a file di mattoni in cotto che si alternano a cantonetti di basalto, nel tempo ha subito varie modifiche e si compone di un corpo circolare centrale cupolato ed absidato, affiancato da due ambienti di cui uno voltato a botte ed uno semicupolato. Alcune ampie finestre assicurano l'illuminazione degli spazi interni, che sono totalmente spogli e privi persino di altari, in quanto l'edificio non è più utilizzato per funzioni religiose

Come si raggiunge
2,5 km da Siligo, sul ciglio sinistro della provinciale 80 in direzione di Ardara

La festa
Un tempo veniva celebrata l'8 settembre

Per maggiori informazioni sull'ubicazione di Bubalis si consiglia la lettura dei testi  di Salvatore Chessa, "L'insediamento umano medioevale nella curatoria di Montes", pp. 145-51 e di Antonio Loriga "Osilo", pp. 86-100

Per notizie su Villanova Montesanto, Giovanni Deriu - Salvatore Chessa, "L'assetto territoriale dell'odierno Meilogu dal Basso Medioevo sino ai nostri giorni" pp. 48-49 note 15-16 e 50-51 nota 32

Per saperne di più
wikipedia  -  sardegna cultura  -   sttan   -  siligo live archaeology  -