SANT'ELENA IMPERATRICE

L'intitolazione alla madre dell'imperatore Costantino, venerato in Sardegna come un santo, farebbe risalire la chiesa al periodo bizantino, epoca in cui è certamente attestata la presenza di varie comunità monastiche in questo territorio, che si è sempre prestato allo sfruttamento agricolo, a testimonianza delle numerose emergenze archeologiche che affiorano tuttora. Non ci è dato sapere comunque, quale sia stato l'esatto periodo di edificazione del primitivo impianto.
Al momento, la prima documentazione risale al 1730, quando la festa di svolgeva il 14 settembre, ma dalle Respuestas del 1777, il parroco di Sinnai, informava che anche questa chiesa rurale appartenente alla sua comunità, era stata consacrata dall'arcivescovo Tommaso Ignazio Natta, che resse la diocesi cagliaritana, dal 1759 al 1763, e che non era stata riedificata. Altro scritto parrocchiale, datato 1790, c'informa che le condizioni della struttura non erano cambiate; anche lo storico Angius la segnalava in rovina e si dovette attendere sino al 1926, perchè venisse finalmente ricostruita, grazie all'impegno ed alle donazioni dell'intera popolazione, che nei secoli è sempre rimasta devota alla Santa.
Il modesto edificio, recentemente restaurato, ha un unico ingresso sulla facciata, sormontato da un'ampia finestra ad arco acuto e su di essa, un piccolo oculo che, insieme alla luce che si apre sul lato posteriore, assicurano l'illuminazione naturale dell'aula. Il terminale della facciata, riprende il motivo geometrico della finestra e nei suoi estremi, s'impostano due campanili a vela, dotati di campanelle, di cui una cuirosamente minuscola. Le pareti sono completamente intonacate e fanno risaltare qualche elemento di recupero, che potrebbe essere del materiale di antica provenienza. Sul lato destro della struttura, è addossato un locale do servizio.
Un piccolo simulacro in legno policromo, è riposto sull'altare e portato a spalla in occasione della processione intorno alla chiesetta, su una portantina lignea dal gusto barocco. il simulacro più grande si trova in parrocchia ed è portato qui il venerdì precedente il giorno solenne

La festa
E' anticipata dalla Sagra della Mandorla, che si svolge il giovedì che precede l'ultima domenica di agosto. 
Il venerdì, dopo la messa in parrocchia, il simulacro viene portato alla chiesetta. Il sabato si celebrano i vespri e l'indomani, giorno solenne, santa messa mattutina e processione serale nella campagna circostante. Il lunedì avviene il rientro in parrocchia ed il giorno dopo, processione conclusiva lungo le vie del paese

Come si raggiunge
E' segnalata lungo la circonvallazione est e ci si arriva tramite una stradina bianca, da percorrere per 700 metri

Per saperne di più
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