NOSTRA SIGNORA D'ITRIA

Non si hanno notizie sulla data di realizzazione dell'antico edificio, forse eretto su un'impianto precedente assai antico. Le parti della vecchia chiesa presentano una muratura in pietre locali e nelle aperture non ci sono lavorazioni particolari che possano collocarla in un determinato periodo. Le sue origini risalgono tuttavia a tempi molto lontani, considerando che la Forania della Barbagia di Belvì prende il nome di Forania della Madonna d'Itria e la località del monte dove sorge il tempio si chiama da tempo immemorabile "Sa Montagna de Sa Itria". 
La struttura decadde intorno al 1870 e per molti anni rimase in abbandono. In seguito ai ripetuti crolli andò perduto l'antico simulacro che raffigurava la Madonna, lo schiavo ed il turco, sicuramente opera di artista sardo. Grazie all'impegno del parroco don Pinna, il quale portò avanti un'opera di sensibilizzazione rivolta alla popolazione, la chiesa venne ricostruita nel 1910, come indica l'architrave in granito. L'edificio decadde una seconda volta e rimase per anni sconsacrato, finché un comitato parrocchiale, recentemente lo riedificò; grazie alle generose offerte degli emigrati, venne acquistato anche il nuovo gruppo statuario, attualmente custodito in parrocchia.
Sorge su un colle a dominio del paese, ad invocarne la protezione per la sua popolazione; il suo aspetto stilistico è caratterizzato da due campanili a vela, uno per parte e privi di campane, che prolungano la facciata a capanna, sulla quale si apre il portale a doppio battente e su di esso, un'armoniosa finestra triforata, in stile veneziano. L'interno ha il presbiterio e due cappelle di forma circolare, gradevoli e spaziose, come la navata.  

Scheda tratta dal libro "Il culto della Vergine d'Itria a Villamar" di Albertina Piras ed Antonio Sanna

La festa
Il simulacro viene portato alla sua chiesa il 3 settembre e riportato in paese il giorno successivo

Come si raggiunge
Da Sorgono, imboccare il bivio per Austis, sulla provinciale 31 e percorrere 2,6 km sino a raggiungere un sugherificio lungo strada, in prossimità del km 6. Imboccare quindi lo stradello sterrato sulla destra, in salita e procedere per poco meno di 1,5 km