NOSTRA SIGNORA DEL RIMEDIO

Il primo documento scritto che la riguarda è il testamento datato 25 marzo 1708, di Tommasa Piu che disponeva l'offerta di otto scudi per la celebrazione di messe recitate, in favore della propria anima. Altro testamento, del 6 gennaio 1725, di Martino Piu, forse parente di Tommasa e dunque a significare che la loro famiglia godeva del diritto di patronato sulla chiesa, di cui al momento non si conosce la data di edificazione. Dalle Respuestas del 1777 la chiesa rurale del Rimedio, distante 40 passi dall'abitato, risulta, come l'altra campestre di Santa Vittoria, profanata. Pochi anni dopo, nel 1783, una certa Caterina Mariotto presenta solenne richiesta al vescovo affinché le venga concesso il permesso di ricostruirla e ripararla, per assolvere ad un voto nei riguardi della Vergine del Rimedio, che 18 anni prima l'aveva guarita da una malattia. Il luogo di culto venne dotato di una vigna del valore di 400 lire in monete sarde e la pia donna ricevette il diritto di patronato e sepoltura anche per i propri eredi ma i lavori procedettero per una decina d'anni e lei, morta nel 1788 non poté esservi sepolta. Il primo defunto è riposto nel 1792 e l'ultimo nel 1809. Lo storico Angius, alla metà dell'Ottocento segnala la chiesa dissacrata perché minacciava di rovinare 

Scheda tratta dal libro "Santuario di Nostra Signora del Rimedio di Orosei" a cura del Centro Studi G. Guiso -  segnalato nell'editoria

La festa
L'otto settembre

Come si raggiunge
Si trova su una lieve altura, alla periferia nord-est di Torpè