NOSTRA SIGNORA DI COROS

Quasi certamente risale agli inizi del XII secolo ed è menzionata per la prima volta in un documento datato 20 aprile 1176, quale possedimento vallombrosano, dipendente dall'abbazia di San Michele di Plaiano, in territorio di Sassari. Oltre ad ospitare un piccolo cenobio monastico, fu la prima parrocchiale di Tula e la intitolazione sarebbe alla Regina dei Cuori od al Sacro Cuore di Maria, anche se la tradizione la vuole collegata all'amore leggendario tra una coppia di giovani
L'edificio, in blocchi trachitici, è stato quasi completamente ricostruito, rispettando le forme originarie romaniche, ricavate da vecchie immagini; l'unico elemento autentico è rimasta l'abside, che nella parte superiore presenta una serie di archetti, riproposti anche negli altri paramenti e che risultano gli unici motivi di decorazione dell'insieme. Due sono gli ingressi, entrambi con lunetta di scarico e come da prassi, poche le finestre, piccole e strette monofore, oltre ad una minuscola luce cruciforme ricavata nella facciata. L'interno, spoglio e modesto, coperto a capriate lignee, ospitava un retablo del 1577, ora conservato in parrocchia

La festa
L'8 settembre, viene solennizzata la natività di Maria e il giorno successivo, è celebrato San Giuseppe

Come si raggiunge
Si trova nei pressi del cimitero di Tula, a breve distanza dall'abitato

Per saperne di più
sardegna cultura   -   la nuova sardegna   -