NOSTRA SIGNORA DI PAULIS

NOTA: la chiesa si trova in territorio di Ittiri e appartiene alla comunità di Uri

Intorno al 1205, il giudice Comita di Torres ordinò la fondazione di un monastero, sperando nello sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento. Donò dunque, ad un gruppo di monaci cistercensi provenienti dalla Francia, il villaggio di Paulis, la corte di Save ed i territori di Augusolo ed Hennene; i religiosi ricevettero anche un certo numero di servi, animali e diversi beni, tra cui due barche e numerosi libri.
L'abbazia nacque in breve tempo e venne dedicata alla Madonna di Chiaravalle ed i suoi monaci, che godevano di grande libertà amministrativa e politica, bonificarono la zona favorendo l'attività agropastorale, rimanendovi sino al 1420 circa, periodo in cui furono costretti ad abbandonarla, perseguitati dai catalani e dagli aragonesi.
Le costruzioni andarono in rovina ma la chiesa continuò a funzionare come parrocchia di Paulis e dal 1850 circa, come chiesa campestre della parrocchia di Uri. Dell'intero notevole complesso, oggi in grandissima parte crollato, anche a causa dei cercatori di tesori, rimangono un pozzo, parte della navata centrale, di quella destra, del pavimento in trachite, del soffitto a botte in tufo, il basamento dell'altare e le due cappelle poste ai lati. I disegni ancora visibili dietro l'altare e che rappresentano San Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell'Ordine cistercense e Gonario di Torres, vennero realizzati nella prima metà del secolo scorso da un eremita-studioso, Piero Cao, che visse sino al 1958 tra i ruderi, spendendo la propria esistenza affinché il complesso fosse restaurato. Un ulteriore dipinto raffigura l'Annunciazione, ad opera di un altro eremita.
Il campanile era basso ed il tetto ricoperto di lastre d'ardesia provenienti dalle miniere dell'Argentiera. I muri esterni erano costituiti con pietre squadrate di tufo ed in alcuni di essi si aprivano delle feritoie rettangolari che permettevano l'entrata dell'aria e della luce. Internamente la chiesa era molto semplice e sobria, priva di affreschi, giacché la regola di San Bernardo proibiva che i monaci si distraessero durante le funzioni religiose. In un secondo periodo, la struttura della chiesa venne trasformata con la sostituzione della volta a botte, appoggiata sulla navata principale, con la volta a crociera.
Molto articolato e completo era il complesso monastico, costituito da un locale destinato ai conversi, utilizzato anche come refettorio e deposito; altri ambienti erano, il chiostro di forma quadrata, ad archi e col tetto a botte, lo scriptorium, la stanza del Capitolo ed il calefactorium, un ambiente riscaldato da un camino, presso il quale si meditava e si leggeva nei mesi invernali. Accanto al chiostro vi era una cisterna per l'acqua. Era presente anche un cimitero, ma ad un certo punto, si iniziò a sepellire i cadaveri dei monaci nella cripta sotterranea. Tra gli spazi di lavoro, un mulino ad acqua e la fucina per la costruzione e riparazione degli strumenti agricoli, che venivano venduti anche agli abitanti del villaggio.
Dopo un silenzio di secoli tra il 1980 ed il 1982 furon ointrapresi imopnenti lavori di restauro che servirono se non altro a salvaguardare ciò che rimane delle strutture, ma nonostante ciò il complesso versa tuttora in stato precario di conservazione, invaso dalla vegetazione spontanea che ne minaccia la tenuta statica.
Si narra che la statua della Vergine, oggi ad Uri, dopo vari tentativi da parte degli uresi e degli ittiresi che se la disputavano, venne portata da un certo Peppantoni, avvolta in un lenzuolo di lino.

Scheda a cura dell'Associazione Culturale Su Igante di Urivai alla pagina facebook

La festa
Organizzata da un oberaju (obriere) assieme ad un comitato, due giorni dopo la domenica di Pentecoste. Il lunedì si svolge su pepperu (il vespro), con la bandiera della Madonna che viene portata in processione con la presenza della confraternita della Santa Croce, dalla casa dell'obriere alla chiesa di Santa Maria della Pazienza, accompagnata da su pippiriolaju e da su tumbarinaju, ovvero un flautista ed un percussionista. il martedì, in pompa magna, la Madonna raggiunge la nuova chiesa, urbana, di Santa Maria di Paulis, accompagnata dai cavalieri, dalla confraternita e da personaggi in costume. Il mercoledì il simulacro è portato in processione, all'abbazia cistercense.
Anche le manifestazioni collaterali civili hanno la durata di tre giorni

Come si raggiunge
Si trova in territorio di Ittiri ma è da sempre appartenuta alla comunità di Uri, dalla quale dista 2,3 km; è visibile sulla sinistra della strada provinciale 15/M al km. 12, in direzione Ittiri

Per saperne di più
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Bibliografia online
archivio storico sassari   -


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