SAN GIORGIO

La chiesa di San Giorgio di Oleastreto è ubicata all'estrema propaggine nord-occidentale del territorio comunale di Usini,su un altopiano calcareo in prossimità della confluenza tra il Riu Mannu ed il Riu Màscari, località che porta la denominazione popolare Santu Josi proprio per la presenza del monumento. 
Risalente ai primi decenni del XII secolo, presenta un impianto icnografico a navata singola con l'abside leggermente orientata a nord-est. L'accuratezza della costruzione e le sue stesse dimensioni (22,80 m di lunghezza per 7,75 m in facciata, misure maggiori rispetto a gran parte degli esemplari romanici di cui sono disseminate le campagne sarde) denotano sia un forte investimento di risorse da parte della committenza, sia la presenza sul cantiere di maestranze alloctone, probabilmente toscane. Ridotta ad un rudere privo della facciata e della copertura, la chiesa di San Giorgio fu restaurata tra il 1997 ed il 1999 impiegando lo stesso calcare utilizzato dagli antichi costruttori. E' menzionata per la prima volta nel 1135 e si apprende che all'epoca versava all'arcidiocesi di Torres lo stesso censo di San Nicola di Thathar, pievania del primo nucleo di Sassari. I condaghes di San Pietro di Silki e di San Nicola di Trullas informano che attorno alla metà del XII secolo è stata sede di "corona", processi giudiziari presenziati dai giudici turritani ed altre importanti autorità. Inoltre vi è documentata una rinomata ricorrenza che doveva svolgersi in un giorno preciso, ricorrenza tutt'ora esistente e celebrata il primo giorno di maggio. Al 1175 risale la donazione della chiesa da parte dell'arcivescovo di Torres in favore dell'ospedale pisano di Stagno. La donazione fu effettuata assieme a tutte le sue pertinenze eccetto i diritti parrocchiali. Nel 1178 venne concessa alla stessa istituzione la corte giudicale di Bosove affinché si favorisse la costruzione di un ospedale affiliato a quello toscano: da questo momento in poi San Giorgio di Oleastreto e l'ospedale, il monastero e la chiesa di San Leonardo di Bosove, assieme a tutte le loro proprietà, faranno parte di un unico immenso patrimonio. Al 1250 risale la testimonianza diretta di un insediamento stabile nelle vicinanze di San Giorgio. Nel documento, redatto in latino, si legge che il priore di San Leonardo di Bosove aveva un debito corrispondente ad un censo annuale che egli stesso doveva preoccuparsi di versare "pro ecclesia ed curte Sancti Georgii de Oiastrieta". La "curtis" non è altro che una grande ed organizzata azienda agricola basata sul lavoro di manodopera servile. Nel 1257, in seguito alla sua decadenza, l'asse patrimoniale dell'ospedale di Stagno, nel quale rientra San Giorgio di Oleastreto, venne trasferito direttamente dal papa Alessandro IV ad una congregazione di monache clarisse dimoranti a Pisa nel monastero di Ognissanti. Le fonti del XIV secolo informano che le nuove proprietarie concedevano in usufrutto a terzi i loro possedimenti sardi in cambio di un canone annuo corrispondente a 180 fiorini per il 1322, a 200 fiorini nel contratto del 1341 e a soli 30 fiorini nel 1362. Sporadiche notizie documentarie si hanno per i secoli dal XVI al XIX. Di notevole rilevanza, nel 1643, l'istituzione della contea di San Giorgio la quale comprendeva i territori di Tissi ed Usini e che prendeva il nome dall'omonima chiesa, segno tangibile della sua duratura importanza. L'edificio sacro e le terre pertinenti furono sempre di proprietà delle monache pisane sino al 1808, anno di soppressione della congregazione e momento in cui San Giorgio di Oleastreto passò sotto la giurisdizione dell'arcidiocesi di Sassari. Sino alla fine del fenomeno feudale, nel 1838-1839, le solenni celebrazioni presso il monumento religioso sono ancora vive dopo sette secoli: i conti di San Giorgio curavano personalmente la buona riuscita della commemorazione e vi si recavano i primi giorni di maggio accompagnati dalle cavallerie di Tissi ed Usini con grande coinvolgimento del popolo 

Scheda a cura di Giancarlo Deruda, autore di La chiesa e la "domo" di San Giorgio di Oleastreto: ricerche storico-archeologiche su un insediamento medievale abbandonato nel territorio di Usini (SS), tesi laurea triennale, Università degli Studi di Sassari, relatore prof. Marco Milanese, A. A. 2013-2014 - Leggi qui la tesi sulla chiesa e la domo

La festa
E' stata ristabilita nel 1999 al termine degli ultimi restauri e si svolge i primo maggio a cura della Pro Loco. Vi viene celebrata la messa, seguita da un pranzo conviviale

Come si raggiunge
6,3 km dal campo sportivo di Usini, procedendo sempre dritti ed attraversando l'incrocio con la Strada Statale 127 bis che collega Sassari ad Alghero. Gli ultimi 900 metri si sviluppano lungo una strada sterrata

Per saperne di più
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